Settembre: “chiude” l’ Erasmus 21….ma non per tutti!

di Emanuela Valentini Albanelli.

Con lo sbarco in Italia dalla Normandia, l’11 settembre, si è chiusa, ma non conclusa, l’avventura dell’Erasmus 2021.

Se questo è vero per il progetto short, infatti, non lo è per i 16 “erasmusiani” diplomati che rimarranno ancora due mesi con Erasmus Pro, nato in ambito comunitario proprio per contrastare la disoccupazione giovanile, favorire l’inserimento nel mondo del lavoro degli under 25 attraverso l’offerta di stage, tirocini e primi contratti.

L’Europa investe nei giovani e lo fa anche l’Ipseoasc “G.de Carolis”, infatti, occorre ricordare che il progetto Erasmus non si è mai fermato, anche in questi due anni di Covid, ma anche di Brexit. In maniera diversa, attuando controlli e protocolli, studenti e tutor sono partiti con l’entusiasmo della novità ma anche con la consapevolezza che la pandemia ha imposto cioè quello di dover essere maggiormente responsabili per sé e per gli altri.

La Brexit, invece, ha costretto a ripensare il ruolo dell’ Inghilterra come una delle mete, con Portsmouth che fin dal primo anno ha accolto ragazzi e docenti.  Questo comunque ha permesso la “scoperta” dell’Irlanda ma anche di Cipro, di Creta, insomma ha ampliato i “confini” dell’Erasmus che parte da Spoleto e che vede un grande lavoro di squadra tra tutti i “professionisti” dell’ Erasmus: Paolo Diotallevi referente del progetto stesso, i tutor, la Dsga Maria Margherita Lezi, la Ds Roberta Galassi. chiamati ad affrontare le diverse problematiche da quelle squisitamente amministrative-burocratiche a quelle “psicologiche” dei grandi protagonisti ovvero i ragazzi, le ragazze!

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