L’arte alle/delle donne: Frida Kahlo

di Maria Sole Fabiani e Federico Lilli.

Frida Kahlo, all’anagrafe Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón, è stata una pittrice messicana, o meglio, LA pittrice. La più celebre del XX secolo, associata fin dai tempi alla figura del gran pittore Diego Rivera, nonché suo futuro marito, oggi è lui ad essere considerato il marito di Frida e non viceversa.
Frida nasce da due genitori emigrati a Città del Messico, che lei sente profondamente sua, a testimoniare ciò il fatto che nata nel 1907, dichiarava in realtà di essere nata nel 1910, con la rivoluzione, con il Nuovo Messico. Ha dovuto imparare a convivere fin da piccola con piede e gamba deformi e quindi con tutte le prese in giro che ne susseguono, tanto che con gli abiti tradizionali messicani e quindi con lunghissime gonne colorate, Frida decide di coprire quelli che venivano considerati i suoi difetti, fino a quando poi, crescendo, il suo apparente aspetto esotico viene profondamente ammirato. Data la sua malattia e quella dei famigliari decise di diventar medico, ma poi, un giorno, all’improvviso, mentre tornava a casa da scuola, l’autobus in cui si trovava rimase coinvolto in un incidente e lei, in seguito a ciò, fu costretta a portare un busto di gesso e ad un riposo forzato. I genitori così, decisero di costruire un letto a baldacchino con sopra un enorme specchio, che permetteva a Frida di guardarsi, pur essendo immobilizzata.
Ed è cosi che nascono gli autoritratti che ce la ricordano ancora oggi, sguardo deciso, sopracciglia folte e colori che racchiudevano in realtà solitudine e sofferenza, difatti era considerata un’artista con un forte impatto emotivo.

Frida, fin dall’adolescenza, si mostra forte, sicura di sé, manifesta un grande spirito indipendente e passionale, riluttante verso ogni convenzione sociale ed è infatti la prima ad esprimere con tale sincerità i fatti che vedono come protagonista la donna, quei temi che a quel tempo nessuno osava discutere, come ad esempio: l’aborto, le mestruazioni, l’allattamento, gli organi sessuali, la sua nascita.. Lei rappresentava le sue terribili sofferenze, in modo così chiaro, crudele, ma al contempo tenero e con quel non so che di surreale che si nascondeva dietro ai suoi dipinti, anche se, legata così tanto alla sua originalità non accettava nessun tipo di etichetta, tantomeno quella di artista surrealista, citando le sue parole: “Ho sempre dipinto la mia realtà, non i miei sogni”, ed è proprio vero, difatti Frida deviava dalla rappresentazione tradizionale della bellezza femminile nell’arte, spesso rappresentata come vittima o affiancata ad un uomo, lei preferiva dipingere l’esperienze crude ed oneste che molte donne affrontano. Non nascondeva le sofferenze delle donne, il dolore è una parte intrinseca della vita ma che lei era in grado di trasformare in forza, tenacia, voglia di vivere, il tutto racchiuso nei suoi capolavori.
Frida, una donna forte, combattente, vera, ribelle fin da bambina, aveva l’estrema consapevolezza che al dolore si sopravvive, sempre. E questa sua passione per la vita, il suo desiderio di libertà, lo possiamo notare non solo nei suoi dipinti o nel suo diario, ma anche nel suo rifiuto di debellare i suoi tratti maschili come sopracciglia e baffetti o ancora, nel suo modo di vestire, prettamente maschile, ma mai rinunciando alla sua femminilità.

Frida lottava contro le lotte di genere, la sua sessualità d’altronde non è mai stata chiusa in gabbie sessiste, lei infatti ebbe anche relazioni con delle donne, era bisessuale e lo annunciava tranquillamente, essendo intollerante ad ogni regola e convenzione. Con il suo spirito anticonformista divenne un’icona, un’artista capace di riscattare la figura femminile da ogni isolamento e negligenza storica, mettendola al centro della scena.
Frida è il simbolo della riappropriazione di sé, delle cicatrici e dei dolori bagaglio di ogni donna, diventa una maestra di libertà e di indipendenza. Insegnava a non piegarsi alle norme imposte dalla società, per evitare di ricondursi a degli schemi riconosciuti, ad andare contro gli stereotipi che inchiodavano la donna a ruoli e codici comportamentali predefiniti, cosa che lei invece non faceva affatto, difatti il corpo femminile e i tabù ad esso connessi diventano temi centrali della sua produzione artistica, una sveglia per le donne di allora e di oggi.
Nel 1937 compare anche su Vogue, dove ha mostrato come sempre la vera sé, una donna senza maschere, di una bellezza autentica, naturale ed incontaminata, libera di essere semplicemente se stessa, una libertà che le donne a quei tempi, ma ancora oggi, hanno dovuto imparare a desiderare, andando sempre di più verso la strada dell’emancipazione, alla quale ha contribuito anche Frida. In un’epoca e in un Paese in cui il ruolo della donna era di sottomissione verso l’uomo, lei era sempre pronta a mettersi al primo posto per difendere le donne, i loro pensieri, la loro espressione, semplicemente la loro libertà d’animo. In un periodo storico in cui il maschilismo era prettamente dominante, lei in modo coraggioso e contro ogni convenzione urlava: POTERE ALLE DONNE.

Frida amava vivere, era una donna che si divertiva ad infrangere le regole, sia nella sua arte, che nella sua vita. Ancora oggi è considerata come un modello di femminismo a cui ci si ispira, che rompe gli schemi, i pregiudizi.. è sempre stata considerata come quella strana, diversa, particolare e ne era consapevole, tanto che diceva: “Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo, ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev’essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla ed immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh, spero che se tu sai, che si, è vero, sono qui e sono strana proprio come te” !!!

Donne, stranezze o meno, siamo tutte diverse, diversissime alla base, ma uguali nell’essere all’altezza, perché se c’è una cosa che ci accomuna è proprio quella di essere tutte all’altezza. All’altezza delle persone, delle situazioni, delle nostre passioni, dei lavori, della nostra indipendenza, della nostra espressione, della nostra emancipazione, della nostra libertà e soprattutto dei nostri sogni e, se serve essere diverse o paradossalmente noi stesse, per tutto ciò, allora siatelo!

 

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